parallax background

Il Sacro Monte di Varese: una camminata in un patrimonio dell’Unesco.

Un viaggio in mongolfiera: avete mai provato il volo candido e leggero?
10 maggio 2018
Grotte di sale: come funzionano, quali sono i benefici dello iodio e perché andarci
10 maggio 2018

Il Sacro Monte di Varese è un luogo magico: eletto patrimonio dell’Unesco nel 2003, offre un’ incredibile camminata panoramica tra il verde e la cultura. La salita al monte- o meglio- a Santa Maria del Monte, il borgo medievale in cima al colle di Varese, si snoda in salita per 15 cappelle votive costruite dal 1604 fino al 1698, anno in cui risultarono chiusi i lavori.

Le cappelle votive sono dedicate ai Misteri del Rosario e sono suddivise in un percorso a gruppi di cinque cappelle ciascuno. L’ultima, la quindicesima, è il santuario di Santa Maria del Monte, dedicato alla Madonna. Lo scandire del percorso è dato dalla strada in ciottoli che ritma la salita e la preghiera. La distanza tra ogni cappella è tale da permettere la recitazione di 10 Ave Marie prima di approdare alla cappella successiva. La salita si snoda per circa 2 chilometri tra il verde lussureggiante dei boschi varesini da cui si godono scorci mozzafiato sulle Prealpi. Ogni gruppo di cappelle è aperto da un arco trionfale e da una fontana dedicata.

15 cappelle, ciascuna con una storia.

Ogni cappella è stata realizzata da artisti della zona, e molte offrono stili architettonici e pittorici differenti. La costruzione fu progettata e sostenuta dall’entusiasmo del frate cappuccino Giovanni Battista Aguggiari, che coinvolse nell’impresa alcune facoltose famiglie milanesi e allargò presto il progetto anche al sostegno dei fedeli tutti, di qualsiasi estrazione sociale.

Fu l’architetto Giuseppe Bernascone a curare la realizzazione scenografica dell’insieme. L’opera, rispetto ad altri Sacri Monti della zona, fu terminata piuttosto velocemente sia per la grande disponibilità economica ottenuta, sia per l’incredibile capacità organizzativa dell’Aguggiari, sia per l’interessamento di Federico Borromeo, arcivescovo di Milano.

Le cappelle sono ciascuna l’espressione artistica più genuina del manierismo e del barocco milanese seicentesco. Le statue e gli affreschi sono curati con una nota di realismo quasi maniacale in ogni dettaglio. Molti furono gli artisti della zona di Milano, Como e Varese che si avvicendarono nelle realizzazioni.

All’apertura del cammino è possibile vedere, nella terza cappella dedicata alla natività, un affresco originale di Renato Guttuso dal titolo “fuga in Egitto”.

Il borgo: un nucleo di arte e buon cibo

Se passeggiando fino alla cima della quindicesima cappella i paesaggi mozzafiato dovessero mettervi appetito, il Sacro Monte di Varese offre anche alcuni locali storici estremamente piacevoli che si affacciano sulle valli sottostanti. È possibile trovare alberghi storici, locali divenuti famosi per aver creato bevande dalle ricette segrete a base di erbe officinali raccolte nei boschi della zona, locali ristrutturati per matrimoni ed eventi.

Il borgo conserva anche il delizioso museo Pogliaghi, dove sono raccolte le formelle create per le porte del Duomo di Milano e altre curiose opere artistiche che vale la pena conoscere. Nel caso in cui la foga della preghiera e la vocazione dovessero avere il sopravvento, nel santuario è presente un antico monastero di suore di clausura tutt’oggi abitato. (Una chicca: se avete voglia di avventurarvi fino all’ingresso del monastero sappiate che è ancora conservata una ruota degli innocenti dove venivano abbandonati gli orfani in fasce). Se non avete voglia di scendere a piedi, non preoccupatevi: è possibile raggiungere la vetta in auto e, nei periodo estivi, è in funzione la bellissima funicolare in stile libery, ristrutturata pochi anni fa. Nelle giornate di sole terso pare che dal belvedere sia possibile vedere distintamente la madonnina del Duomo ad occhio nudo… Vale la pena andare a vedere di persona se è così!

Ci siete mai stati? Avete mai visitato il Sacro Monte di Varese?