Lo stress da carico mentale: impariamo a fare a metà

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Se vi cito lo stress da carico mentale probabilmente a molte voi verrà subito da pensare ai sintomi dello stress, alla stanchezza mentale… immediatamente penserete allo stress da ufficio, alle riunioni indette alle sei di sera o alla fatica di far quadrare tutto. In realtà il carico mentale non riguarda solo il lavoro, anzi, spesso ha a che fare con la nostra vita di coppia e in qualche modo con la persona che ci vive di fianco ogni giorno e riguarda soprattutto noi donne.
In particolare un fumetto francese ha portato a galla qualche settimana fa un vero e proprio problema sentito in particolare dalle donne. Il fumetto si intitola “Fallait demander” ovvero “Bastava chiedere” – è disegnato da un’artista che si fa chiamare semplicemente Emma e ironizza, con la giusta quantità di vetriolo, sullo stress invisibile ma molto presente di cui ci carichiamo noi donne quando c’è l’organizzazione di casa da mandare avanti.

Che cos’è il carico mentale?
Il carico mentale è sostanzialmente il “se non lo faccio io non lo fa nessuno”: una sorta di abitudine indotta per cui spesso noi donne ci occupiamo di tutte le faccende, anche quelle meno evidenti, facendocene carico in automatico, senza chiedere aiuto- o meglio, collaborazione- agli uomini. Ci avete fatto caso?
Probabilmente quando vi alzate al mattino partite dirette verso il bagno, e già che ci siete, strada facendo, raccattare i panni sporchi, finito di lavarvi la faccia date una passata al lavandino e già che hai i panni in mano vuoi non fare una lavatrice al volo e intanto ritirare la roba asciutta, magari anche piegarla cosi è più facile stirarla? Ecco, questo è il carico mentale: lo chiamiamo multitasking ma in realtà è fatica, fatica pura che ci addossiamo noi donne ogni giorno.
Siamo gli sherpa della casa, solo che anziché scalare l’Everest scaliamo le giornate, mettendoci letteralmente in spalla qualunque incombenza. Lo facciamo perché “se non lo facciamo noi non lo fa nessuno” anche se viviamo in coppia, e un po’ per via di quello straordinario talento maschile nel mollare tutto così com’ è. Spesso noi diamo per scontato che le cose debbano essere fatte e che debbano essere eseguite in un certo modo.
Gli uomini, quando gli si fa notare la sfilza delle faccende e delle incombenze incompiute spesso rispondono con un sincero e accorato “non me lo hai chiesto“. Ed è vero: non lo fanno apposta, sono programmati cosi – ricordano dove stanno i calzini solo se glielo si ripete a oltranza, non capiscono che se diciamo ” è finito il latte” non ne stiamo dando notizia, ma sottintendiamo “vallo a prendere” e quando diciamo di fare qualcosa l’unica risposta che non vogliamo sentirci dire è “dopo”. Sono bravissimi a scaricare la responsabilità e a vivere senza ansie, perché di fatto noi pretendiamo che tutto debba essere fatto come diciamo noi senza considerare che magari tutto può essere gestito secondo altri tempi e altri modi, e quel “lo faccio dopo” non è un “Mai”, ma è davvero un “dopo”. Colpa della cultura a cui siamo state abituate, di quel senso di colpa che ci pervade se tutto non gira alla perfezione. Colpa del fatto che molti uomini (non tutti, per carità) sono abituati a fare solo se glielo si chiede, altrimenti no, colpa del ritmo intensissimo delle giornate.

Come si combatte lo stress da carico mentale?
Dialogando. Il dialogo e la chiara suddivisione dei compiti sono il modo migliore di gestire il rapporto e la vita. Imparare a delegare ma senza lasciarsi prendere dall’ansia del “io lo faccio meglio”: l’importante è che venga fatto, anche secondo i tempi e i modi dell’altro.
Cerchiamo di pianificare una to do list gestibile per entrambi e soprattutto efficace.
Condividiamo, perché alla fine è questo che fa funzionare un rapporto.
E se la lavatrice viene svuotata la mattina dopo e i panni se ne stanno un giorno in più in attesa di essere sistemati, pace.
Magari stare insieme un po’ sul divano anche se il latte è finito e la lavastoviglie non è stata programmata, può essere comunque rilassante. I lavori si faranno, insieme, dopo.

Voi come ve la cavate con lo stress da carico mentale? Siete sempre sul pezzo e non mollate mai? La vostra dolce metà fa a metà anche quando si tratta delle faccende?